Chi sono
Utente: Cuoredipizza
Nome: Cuoredipizza
Amo leggere e ascoltare, vagliare e ritenere, curiosare e conservare. La realtà è una miniera inesauribile di stimoli: ogni tanto ne scelgo una manciata, e li cucino con fantasia. Poi li gusto, anche a distanza di tempo. La vita è saporita.
Commenti recenti
Archivio
Categorie
Links
.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale, ma amatoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001

Foto recenti
Bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
Counter
visitato *loading* volte
giovedì, 19 novembre 2009

Siamo agli sgoccioli, cari amici: domenica Sorrisone riceverà la Santa Cresima.

È un po' emozionato, naturalmente, e il fatto di "diventare grande" nella Chiesa non lo lascia del tutto indifferente.

Desidero con tutto il cuore (di pizza)  che per Sorrisone questo Sacramento sia non un "punto d'arrivo", ma un "grande inizio".

In questi giorni abbiamo lavorato insieme per realizzare i "ricordini": simpatici segnalibri su cartoncino tipo pergamena.
Sul fronte abbiamo stampato particolari tratti dalla Pentecoste di Giotto (quella conservata alla National Gallery di Londra, perché quella della Cappella degli Scrovegni l'avevamo già utilizzata per Peperoncino).

Sul retro abbiamo inserito un brano di Benedetto XVI, in cui si parla di "fede adulta": ci sembrava molto adatto ad una Cresima.

Poi abbiamo fatto plastificare i cartoncini, e vi abbiamo aggiunto le nappine di raso.
Sono venuti proprio carini: li regaleremo domenica a parenti e amici, dopo un momento di festa conviviale. 

Eccoli a voi, in anteprima assoluta:

FRONTE:                         RETRO:

«...La parola "fede adulta"
negli ultimi decenni
è diventata uno slogan
diffuso.

"Lo s’intende spesso
nel senso dell’atteggiamento
di chi non dà più ascolto
alla Chiesa e ai suoi Pastori,
ma sceglie autonomamente
ciò che vuol credere
e non credere...
E lo si presenta come
"coraggio" di esprimersi
contro il Magistero della Chiesa. " 

In realtà, tuttavia, non ci vuole
per questo del coraggio,
perché si può sempre essere
sicuri del pubblico applauso. 

Coraggio ci vuole piuttosto
per aderire alla fede della
Chiesa
, anche se questa
contraddice lo "schema"
del mondo contemporaneo...» 

(Benedetto XVI, 2009) 

Sorrisone

Santa Cresima

22 novembre 2009

postato da: Cuoredipizza alle ore 09:27 | Link | commenti (5)
categoria:
venerdì, 13 novembre 2009

Dedicato a tutte le mamme di oggi, e di domani.

«...Prenditi il tempo di stringertelo addosso: guarda come istintivamente ti si rannicchia fra le braccia, cercando ancora l’eco del battito del tuo cuore. Guardalo, e lasciati riempire di stupore: nove mesi fa non c’era, e ora è un uomo. Non è sbalorditivo? Germinato da un seme invisibile. Perfetto, e sì che tu di lui non avresti saputo fare neanche un capello. Trattieni il fiato: quel tuo figlio fra le braccia, è un mistero.

Annusalo: sa di latte, di cucciolo. Ma già fra pochi giorni il suo sguardo si illuminerà incontrando i tuoi occhi. Non lasciarti rubare quello sguardo da nessuno. Niente vale quel suo primo riconoscerti, quel tacito dirti: eri tu, quel buio morbido che mi abbracciava.
Guardalo. Guardagli le mani, così incredibilmente piccole; e senti come afferra e stringe forte il tuo dito, come ci si avvinghia. Impara come lo calma la tua voce, e come la ninna nanna che ti cantava tua madre, trent’anni dopo, naturalmente ti torna alla memoria [...].

Succhia, avido, e poi crolla addormentato. Tientelo stretto ancora un momento. Fermati a scoprire con meraviglia che ogni uomo al mondo è stato, un giorno, come tuo figlio stanotte: un bambino inerme fra le braccia di una donna. Ognuno, pensa: tutti i guerrieri e tutti i soldati, e gli assassini e gli eroi, tutti i morti di tutte le guerre del mondo sono stati, un giorno, uguali a tuo figlio stanotte: come lui innocenti, come lui abbandonati. Se lo capisci, non guardi più agli altri come prima. Sei quasi sottilmente cambiata. È un’altra donna, quella che incroci allo specchio con quel neonato fra le braccia. Come avendo per un istante sperimentato cos’è, la misericordia; che vuol dire, in ebraico, "amare con viscere materne"...»

[Marina Corradi - Signora Ministro, si prenda il tempo più bello - Avvenire, 12 Novembre 2009]

postato da: Cuoredipizza alle ore 09:24 | Link | commenti (3)
categoria:vita vissuta, vita nascente, vita saporita
domenica, 08 novembre 2009

Solitamente, la domenica andiamo a Messa in una chiesa non lontana dalla zona in cui abitiamo.  La Messa delle 11 - particolarmente frequentata da bambini e ragazzi - è celebrata da un sacerdote amico: persona semplice e vera, di sicura dottrina e viva umanità.

Questa mattina durante l'omelia don A. ha citato la sentenza della corte europea dei diritti dell'uomo che ha detto 'no' all'esposizone del crocifisso nelle scuole.  E' stata la prima volta che ho sentito parlare di questo tema durante una Messa domenicale; probabilmente dalle nostre parti i parroci non sono in linea generale molto sensibili alla questione...

Don A. ha spiegato a tutti (inclusi i bambini e i ragazzi) che rifiutare il crocifisso significa ribellarsi alla consapevolezza di dipendere da Lui, come persone e come popolo.
Ha evidenziato - con dovizia di esempi - come tutte le conquiste della nostra civiltà nascano da radici cristiane; ed ha concluso con un paragone che è rimasto impresso a molti:

La nostra "civiltà" che rifiuta il crocifisso
é come un contadino che con una mano raccoglie i frutti di un albero,
e con l'altra ne taglia le radici.
Quel contadino non è semplicemente cattivo;
è proprio stupido...

postato da: Cuoredipizza alle ore 14:16 | Link | commenti (2)
categoria:vita in famiglia, vita di fede
martedì, 03 novembre 2009
Non è una festa liturgica, però mi sembra importante non passarla sotto silenzio…
Domani sarà la Festa Nazionale delle Forze Armate

Sul
sito dell’Ordinariato Militare ci sono molte preghiere “militari”: dell’alpino, dell’artigliere, del carabiniere, del carrista…

Vorrei qui citarne due, che mi hanno colpita particolarmente.

La prima è la preghiera del militare per la sua Patria; come cittadina, sono grata per chi custodisce con questo spirito la mia persona, la mia famiglia, il mio Paese.

La seconda è dedicata ai caduti di tutti i tempi; la rivolgo a Dio in particolare per i giovani morti in missione di pace in questi ultimi anni (a Nassirya, a Kabul, e non solo).




Preghiera per la Patria

Dio Onnipotente ed eterno cui danno gloria il cielo, la terra e il mare,
ascolta la nostra preghiera!

Giurando fedeltà alla Bandiera
abbiamo promesso amore e servizio alla Patria,
nel ricordo del sacrificio di chi è caduto
perché noi vivessimo in un mondo più libero e più giusto.

Donaci, o Signore, la forza
di custodire e di difendere il bene prezioso della pace
e, in comunione di spirito con tutti coloro che lavorano e soffrono,
donaci la gioia di dare il nostro contributo,
per la serenità delle nostre case,
per la prosperità della nostra terra,
per il bene dell’Italia.

Amen.


Preghiera per i caduti

Signore Gesù,
Ti preghiamo per i nostri Militari,
caduti nell’adempimenti del loro dovere
nei cieli, in terra, sui mari.

Per il loro supremo sacrificio,
per la fede, la speranza e l’amore,
che li animarono nel servire la Patria,
dona a loro la vita eterna,
a noi il conforto,
all’Italia e al mondo la prosperità e la pace.

Fà, o Signore della vita,
che il nostro Popolo accolga il loro esempio,
e sia sempre degno del loro sacrificio,
nella fedeltà alle nobili tradizioni,
e nell’amore ai valori umani e cristiani
della nostra storia.

Amen.

postato da: Cuoredipizza alle ore 10:46 | Link | commenti (2)
categoria:vita civile, vita di fede
sabato, 31 ottobre 2009

Ci siamo, Halloween è arrivato.

Eppure, a me torna in mente un vecchio prete, ormai morto da tempo, che fu significativo negli anni dei miei inizi.
Diceva sempre che il modo più appropriato per festeggiare Ognissanti è fare una buona confessione.

Quell'insegnamento mi è rimasto nel cuore (di pizza), e desidero tanto seguirlo con fedeltà.

91x94

postato da: Cuoredipizza alle ore 07:40 | Link | commenti (10)
categoria:vita saporita, vita di fede, vita eterna
venerdì, 30 ottobre 2009
In questi giorni di chiacchiere pseudogiornalistiche su politici pizzicati con viados, su trans infiltrati in reality, mi sono imbattuta in una storia che vale la pena leggere per intero.

Così Jessica è tornata ad essere Ruben

Non c’è vita disgraziata che non si possa salvare in un abbraccio carico di verità.

di Padre Aldo Trento - Tempi, 27/10/09

L’uomo non è, non sarà mai il frutto dei suoi antecedenti biologici, psicologici o delle circostanze, fossero anche le peggiori. Se fosse così non esisterebbe la libertà. L’uomo è relazione con l’infinito. “Io sono tu che mi fai”: questo è l’essere umano. La testimonianza di Ruben, un tempo Jessica, ci racconta come non ci sia perversione che incontrando questa certezza, grazie ad un abbraccio umano carico di questa verità, non possa trasformarsi in una umanità nuova piena di gusto per la vita.

postato da: Cuoredipizza alle ore 15:16 | Link | commenti
categoria:vita vissuta, vita di fede
giovedì, 29 ottobre 2009

Oggi Cuoredipizza festeggia l'anniversario del giorno in cui - piccola figlia di Dio - fu accolta nella Chiesa Cattolica.

E scusatemi se è poco!!!...

boy141.gif

postato da: Cuoredipizza alle ore 14:20 | Link | commenti (6)
categoria:
mercoledì, 28 ottobre 2009
Caterina, la figlia del giornalista Antonio Socci, è ancora in coma; ma migliaia di persone amiche pregano costantemente per lei.

«Domenica scorsa - scrive Antonio sul suo sito - con quattrocento giovani universitari di Firenze, gli amici di Caterina di Comunione e liberazione, abbiamo fatto un bellissimo pellegrinaggio a un Santuario mariano, per mendicare la guarigione di Caterina e la nostra conversione…

Infatti se Caterina è viva è letteralmente perché le vostre/nostre preghiere sono state ascoltate. E se guarirà – come guarirà! – è ancora una volta per questa incessante implorazione che sale al Cielo dal 12 settembre…»

E ancora:

«Noi non pretendiamo nulla perché siamo semplicemente dei poveri mendicanti, come Bartimeo siamo lungo la strada e come Bartimeo imploriamo il Re dei Cieli che è venuto per noi, è venuto a cercarci perché ci ama, e quando ci dicono di smetterla gridiamo ancora più forte "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!"».

Per leggere il resto:
Lo Straniero

Ave Maria!!!

postato da: Cuoredipizza alle ore 09:51 | Link | commenti (3)
categoria:vita di fede
lunedì, 26 ottobre 2009

Ho ritriovato, grazie ad un amico, un articolo che Marina Corradi pubblicò esattamente tre anni fa; parla di vita e di morte, di desiderio e di sgomento, di memoria e di eternità.  Mi permetto di riproporlo adesso,  in prossimità del mese di novembre ormai alle porte: in questi giorni di dolcetti e scherzetti, di alberi che cambiano colore, di streghe e di zucche, di inconfessata malinconia.

Una speranza colmata dal tempo e l’inquietudine di un figlio che diventa grande
di Marina Corradi
Tempi n. 44 – 16 novembre 2006

111x153

Il più grande torna da una vacanza con la voce rauca.
Tre giorni dopo il timbro è ancora strano, più basso, stranamente roco. Allora capisci, sta cambiando voce. Lo guardi, manca poco che sia alto come te, e ha un’ombra di peluria sul labbro. È quasi un uomo, ti accorgi improvvisamente, con stupore.

Ti sembra ieri quella mattina d’autunno, in cui lo stavi a guardare nella culla, appena nato, col naso incollato al vetro della nursery, come una bambina davanti a un negozio di bambole. Ti sembra ieri lo sbalordimento di quel giorno: d’avere messo al mondo un figlio, un uomo, che ora, altro da te, ti guardava e in qualcosa negli occhi, nello sguardo ti ricordava - e anche in questo, che stupore, che meraviglia - tuo padre. Un uomo, quasi, tuo figlio.

E come quel mattino ti aveva attraversato la coscienza che la vita era passata, da tuo padre e tua madre, dai nonni, e da quei cento prima di loro di cui ignori anche il nome, attraverso di te fino a quel figlio, oggi ti accorgi che quella stessa vita tra non molti anni potrà scorrere attraverso di lui, verso un altro uomo. Uno che ti chiamerà nonna, e ai cui occhi sarai una signora d’altri tempi, vissuta in un evo lontano di cui già parleranno i libri di storia, a scuola. Mentre tu ancora avrai davanti agli occhi, come fosse appena ieri, i giorni del liceo, e i quattro in matematica, e tu davanti allo specchio che ti spiavi domandandoti se mai, così magra com’eri, saresti diventata bella abbastanza per essere amata da qualcuno.

E il tempo ora ti sembra improvvisamente rappreso in un istante, o addirittura irreale, come se tutto, in fondo, avvenisse contemporaneamente, e il passare di ciò che chiamiamo anni fosse solo un nostro sogno. Ti ritrovi divisa fra una malinconia come quella degli alberi in questa stagione, che perdono a ogni folata di vento le foglie, e una strana pace: sei stata un anello di una lunghissima catena, niente di più, ma almeno hai gettato, oltre di te e prima che cali il buio, degli uomini.

È questo, il principio della vecchiaia? Capire che hai passato il testimone, e fra non molti anni altri vivranno al posto tuo e poi di te non si ricorderà nessuno. Come il grano, che cresce ad ogni estate, muore e rispunta, l’anno dopo, dai semi. Ma, sopporteresti d’essere stata solo un seme, se sapessi che quando muori ogni cosa finisce? Più di prima ti avvinghi all’unica speranza, tra tante che ora ti sembrano solo ombre. Poi una sera, tardi, quando tutti sono andati a dormire, quel figlio quasi grande ti domanda, con un accento di sgomento, se davvero tutto non finisce con la morte, e dov’è adesso il nonno, che se ne è andato da poco. Allora parli - quelle domande, le stesse dei tuoi quattordici anni - e mentre parli ti accorgi che ora tutto è vero, infinitamente più vero di allora. Che la speranza che dici a tuo figlio non è imparata sui libri, ma si è riempita di consistenza, è stata colmata di verità dal tempo.

Diventare vecchi è anche questo? Allora è anche una pace. Poter dire a tuo figlio: non siamo un nulla, e non siamo mai soli - di questa speranza, finalmente, sicuri.

postato da: Cuoredipizza alle ore 12:54 | Link | commenti (5)
categoria:vita vissuta, vita in famiglia, vita saporita, vita di fede, vita al tramonto
venerdì, 23 ottobre 2009

«Sono innamorato del mistero di ogni persona umana e della sua libertà» diceva don Carlo Gnocchi, il "papà dei mutilatini", che sarà beatificato il 25 ottobre prossimo.

Un libro che lessi alcuni anni fa, e che mi aiutò a conoscere meglio questa grande figura di Santo, fu «L'ardimento. Racconto della vita di don Carlo Gnocchi», di Stefano Zurlo (Edizioni BUR).

Dalla recensione: 

Gennaio 1943 fronte russo: un cappellano militare sopravvive miracolosamente alla battaglia di Nikolajewka e decide di dedicare la vita alla memoria degli alpini morti contro l'esercito dell'Armata Rossa, ai loro orfani, ai piccoli feriti dalle bombe.
Quel sacerdote è don Carlo Gnocchi, il prete che il cardinal Schuster vorrebbe fare vescovo, che padre Gemelli vorrebbe tenere con sé all'Università Cattolica e che invece realizzerà una delle più importanti opere di carità del dopoguerra.

La vita di don Gnocchi è un susseguirsi di prove estreme, di sfide temerarie sull'orlo dell'impossibile, di gesti audaci realizzati con umiltà, attenzione quasi maniacale al dettaglio e il sorriso sulle labbra.
Un'esistenza traboccante di "eccessi", come nota il cardinale Martini nella prefazione. Don Carlo vuol vedere i frutti dell'albero dei talenti che il Signore gli ha dato e non ha paura di rischiare, qualche volta di sbagliare.

La straordinaria fioritura delle opere intraprese per i mutilatini e la grande popolarità guadagnata sul campo sono il sigillo di una vita guidata dalla fede nell'ideale. E la dimostrazione che Cristo, cambiando l'uomo, cambia il mondo.

postato da: Cuoredipizza alle ore 16:11 | Link | commenti (5)
categoria:vita di fede
giovedì, 22 ottobre 2009

Ogni mercoledì il Santo Padre concede ai fedeli un'udienza generale, durante la quale dona alla Chiesa e al mondo una breve catechesi.
Settimana dopo settimana, siamo accompagnati da Benedetto XVI lungo un percorso prezioso di crescita.

In questi mesi il Papa ci parla della Storia della Chiesa, attraverso il racconto dei suoi santi e maestri più significativi.

All' udienza generale di ieri mattina ha illustrato la figura di San Bernardo di Chiaravalle; e per un blog che da sempre ha scelto per motto proprio la frase «ad Jesum per Mariam», questa è una ghiotta opportunità di riflessione.   E di preghiera.

«Bernardo non ha dubbi: “per Mariam ad Iesum” - spiega il Papa - Attraverso Maria siamo condotti a Gesù.

Egli attesta con chiarezza la subordinazione di Maria a Gesù, secondo i fondamenti della mariologia tradizionale. Ma il corpo del Sermone documenta anche il posto privilegiato della Vergine nell’economia della salvezza, a seguito della particolarissima partecipazione della Madre (compassio) al sacrificio del Figlio.

Non per nulla, un secolo e mezzo dopo la morte di Bernardo, Dante Alighieri, nell’ultimo canto della Divina Commedia, metterà sulle labbra del “Dottore mellifluo” la sublime preghiera a Maria: “Vergine Madre, figlia del tuo Figlio,/umile ed alta più che creatura,/termine fisso d’eterno consiglio"...»

La vita è saporita...
ad Jesum per Mariam!

XII - XIII century: St. Bernard of Clairvaux (1090-1153)

postato da: Cuoredipizza alle ore 14:42 | Link | commenti (3)
categoria:
martedì, 20 ottobre 2009

Ne parlavamo il mese scorso: ho installato il tool di Referrer List, che segnala quali chiavi di ricerca immettono sui motori in rete gli utenti sconosciuti che finiscono su Cuoredipizza.

Per curiosità, ogni tanto vado a curiosare, e le sorprese non mancano.

Ma sapete qual è una delle chiavi di ricerca più gettonate?  Quella che praticamente compare ogni giorno fra i risultati?

     "Pimpi il maialino di Winnie the Pooh"    

Eppure a quel buffo personaggio dedicai un solo post, più di tre anni fa, in seguito alla censura da lui subita da parte della televisione di stato turca (per il Corano è un animale «impuro», e come tale urta la sensibilità dell'islam).

Di questi tempi, poi, sicuramente il povero Pimpi è guardato con sospetto pure dalle nostre parti: con tutto questo can can sull'imminente arrivo dell'influenza maiala...

Oggi vorrei esprimere un pensiero di simpatia per quel maialino timido e remissivo, pieno di complessi e di paure, ma in fondo ricco di risorse.  E di amici. 

 Sei grande, piccolo! 

postato da: Cuoredipizza alle ore 10:28 | Link | commenti (7)
categoria:vita saporita
venerdì, 16 ottobre 2009

La vita è saporita, e mi piace morderla tutta, nella certezza che ogni giorno può stupirmi con i suoi doveri e i suoi piaceri.

L'unico problema è che a volte non ce la faccio proprio più a seguire tutto: la famiglia che è la mia grande priorità (ma a cui dedico meno tempo di quanto vorrei); il lavoro che mi dà tante soddisfazioni (ma che mese dopo mese si fa sempre più impegnativo); la casa che è il nostro nido caldo (ma i soffitti della cucina e del bagno fanno pietà, dovremmo riverniciarli); il catechismo che mi permette di seguire i ragazzi nel loro cammino di formazione cristiana (ma nei momenti di stanchezza non vedo l'ora che arrivino le Cresime così posso andare in "pensione"); gli amici che non si dimenticano mai di noi (ma a volte siamo talmente sfiniti che non abbiamo nemmeno la forza di goderceli)...

Mamma mia che che stess!

E poi si aggiungono mille stimoli ulteriori, mille attività accessorie, mille chiamate inattese: l'amico che ha bisogno di aiuto, la festa di compleanno da organizzare, l’assemblea scolastica dei figli, l'iscrizione all'attività sportiva, una puntina di mal di gola, la collega che è rimasta incinta e fra pochi mesi andrà in maternità, porca miseria ho rigato la fiancata della macchina…
Per forza poi dormo poco: con tutta questa adrenalina, che mi scorre a litri nelle vene!

La vita è saporita, ma talvolta è… troppa!

Così finisco per perdermi il bello: ogni opportunità mi sembra un peso, ogni preghiera un dovere, ogni sorpresa un imprevisto.

Gesù è presente, ma non ho tempo per accorgermi di Lui.
Quando mi fermo un istante e sento la nostalgia di Lui, cerco di "riacciuffarLo" alla svelta e maldestramente Lo "appiccico" alle circostanze della mia vita, come se fosse un francobollo.

L'altra sera un amico mi suggeriva di chiedere a me stessa, tra una corsa e l'altra:

«Che cosa desidera veramente il mio cuore?»

stress notte e giorno 

postato da: Cuoredipizza alle ore 12:05 | Link | commenti (13)
categoria:vita vissuta, vita in famiglia, vita saporita
lunedì, 12 ottobre 2009

Sull'ultimo numero di Tempi è pubblicata un'interessante intervista al filosofo francese Fabrice Hadjadj.

Intellettuale ebreo, ha scelto di battezzarsi e diventare cattolico alla soglia dei trent’anni; se gli si domanda perché l’ha fatto replica divertito: «Sono io che mi chiedo: perché non l’ho fatto prima? ».

Nell'intervista Hadjadj invoca una nuova "Mistica della carne" contro ogni riduzione dei rapporti a “masturbazione assistita”: «Il tecnicismo e la morale borghese rinchiudono il desiderio sessuale nel preservativo. È la Chiesa l’unica a non aver paura di liberarlo fino in fondo».

Un articolo che vale la pena leggere per intero...

 

postato da: Cuoredipizza alle ore 18:46 | Link | commenti (6)
categoria:vita saporita
mercoledì, 07 ottobre 2009
7 ottobre 1571 - Vittoria di Lepanto

«Non virtus, non arma, non duces, sed Maria Rosarii victores nos fecit»

postato da: Cuoredipizza alle ore 10:30 | Link | commenti (4)
categoria:vita di fede
lunedì, 05 ottobre 2009

La nazionale azzurra di pallavolo femminile
festeggia il titolo appena conquistato.

postato da: Cuoredipizza alle ore 10:06 | Link | commenti (1)
categoria:vita saporita
martedì, 29 settembre 2009

Sono proprio “angeli custodi” dei nostri figli, i nonni e le nonne.
Chissà se il Parlamento italiano pensò a questo, quando nel 2005 decise di istituire la Giornata Nazionale dei Nonni proprio il 2 ottobre, Festa dei Santi Angeli Custodi.

Qualche tempo fa il Papa definì i nonni «testimoni di unità, di valori fondati sulla fedeltà ad un unico amore che genera la fede e la gioia di vivere», nonché «presenza viva nella famiglia, nella Chiesa e nella società».

 

Io ho ricevuto dalla vita il grande dono di una nonna meravigliosa.

Nata e vissuta in montagna, si sposò a 19 anni e rimase vedova a 24, quando suo marito morì in guerra. Aveva una bambina piccola (mia madre) e per riuscire a mantenerla si trasferì in una grande città, per lavorare come domestica a tempo pieno in una casa di ricchi signori.

Nella sua vita ha sofferto e faticato oltre ogni dire; però non ho mai sentito da lei lamenti o parole di vittimismo.
Ha compiuto novant’anni nello scorso mese di giugno, ed è tuttora di un'energia e di un'allegria incredibili; quando esplode in quella sua risata rumorosa e spontanea contagia tutti.

Non saprei esprimere il bene che le voglio; e i monelli (che da sempre la chiamano Itta perché quand’erano piccoli non riuscivano a pronunciare per esteso la parola “nonnetta”) adorano la loro bisnonna.

Si è presa cura di me per i lunghi anni della mia infanzia e della mia adolescenza; così come oggi i miei genitori si prendono cura di Peperoncino e Sorrisone.

 

Per i cuccioli è un’incommensurabile fortuna avere nella vita - oltre alla presenza di papà e mamma - la compagnia di figure così importanti, e così belle.

La grande forza dei miei genitori è il legame inossidabile fra loro: un amore profondo, tenace, allegro, complice e tenerissimo. In questi giorni festeggiano il loro 45° anniversario di matrimonio, e non li ho mai visti litigare; hanno avuto momenti di sofferenza (come il grave incidente dello scorso anno), ma li hanno sempre affrontati con grande coraggio, perché li hanno sempre affrontati insieme.
Questa armonia così profonda genera un clima sereno e accogliente: i bambini lo percepiscono da sempre, e ne sono attratti.

Quand’erano piccolini i monelli vivevano come una festa ogni occasione di incontro con i nonni: tante coccole, qualche vizietto, un’inesauribile pazienza, uno sguardo attento e appassionato al loro bene.

Una delle prime parole che Peperoncino provò a pronunciare fu «nonno»; ma poiché evidentemente aveva qualche difficoltà di troppo, ne venne fuori un suono un po’ diverso: «guggo». E ancor oggi, a distanza di parecchi anni, il Guggo e la Gugga conservano il loro nomignolo, di uso comune in famiglia.

Da quando il mio orario di lavoro è tornato ad essere impegnativo, Peperoncino e Sorrisone trascorrono con loro parte del pomeriggio, usciti da scuola.
E così i Gugghi ascoltano le prime confidenze, preparano cose buone da mangiare, aiutano a studiare se ci sono tanti compiti, tirano fuori la Tachipirina se arriva un po’ di febbre, raccontano storie interessantissime, accompagnano al parco se il tempo è bello,…

Quando Peperoncino si stava preparando alla Cresima, giunse il momento di scegliere il padrino.
«Io chi avrò?»
«Ormai sei grande, e puoi decidere tu. Devi individuare un punto di riferimento importante per te, che ti voglia bene e che voglia bene a Gesù…»
Immediata la scelta: «Il Guggo!».

Adesso che la Cresima è imminente per Sorrisone, la scelta sta per ripetersi: quale ragazzino mai potrebbe avere a disposizione un Guggo più grande?

«I nonni sono competenti in sentimenti.

Non detengono una forma di autorità o di obbligo, come i genitori:
sono degli accompagnatori volontari,
danno tutto gratis, senza pretendere nulla in cambio.

Possono permettersi il lusso di essere umili,
hanno la saggezza di chi ha sofferto,
la serenità di chi ha già combattuto,
la pazienza di chi non è più incalzato dagli assilli quotidiani.

Regalano ai piccoli il dono più grande:
del tempo per loro…»

Bruno Ferrero

 


postato da: Cuoredipizza alle ore 14:19 | Link | commenti (6)
categoria:vita quotidiana, vita in famiglia, vita saporita
lunedì, 21 settembre 2009

Come promesso, ecco alcune "cose vere" sulla persona che si nasconde dietro al nick Cuoredipizza.

Il "gioco-premio" in cui sono stata coinvolta prevede "dieci cose", ma per il momento sono riuscita a scriverne solo cinque.
Però rappresentano pezzetti della mia storia; leggeteli con indulgenza, sono i palpiti di una ragazzina.

  1. Cuoredipizza da bambina era un maschiaccio: aveva otto in condotta, non stava mai ferma, e ogni tanto faceva pure a botte.   Una volta in terza elementare riuscì persino a prendere due note in un giorno solo.  La prima: «Non deve stare in piedi sulla sedia con la pancia sul banco».  La seconda, pochi minuti dopo: «E non deve dire che non gliene importa un picchio».

  2. Cuoredipizza da ragazzina era molto timida: diventava rossa per un nonnulla, e quando si trovava in un ambiente nuovo con persone sconosciute le si bloccava la salivazione.  Poi con gli anni è cambiata molto; chi la conosce adesso non crede che sia stata (e in parte sia tuttora) una persona timida.   Sono i miracoli che accadono quando ci si sente così amati per come si è, da imparare ad amare persino se stessi.

  3. Cuoredipizza a undici anni fece una gita in montagna con alcuni amici e le loro famiglie. Vide una cascata altissima (o per lo meno così sembrava a lei) con l'acqua che scendeva giù impetuosa, fragorosamente: uno spettacolo di bellezza e di potenza da mozzare il fiato. In  quel momento, rapita, pensò: "Dio esiste". Fu la prima volta che quella consapevolezza si faceva strada in lei. Aveva voglia di piangere dalla gioia e dallo stupore.
    Poi passò il tempo, arrivò l'adolescenza con tutte le sue inquietudini, e il fatto cristiano rimase in un angolino della sua vita; però il ricordo di quella cascata alpina, di quella pungente certezza ("Dio esiste") la accompagnò negli anni.

  4. Un altro fatto curioso accadde quando Cuoredipizza aveva tredici anni.  Non frequentava né parrocchie né oratori, ma a Natale andò alla  Messa di Mezzanotte.  Vide un gruppo di giovani che animavano la liturgia, e provò una stretta al cuore, una specie di commozione incoercibile.  Pensò: “Da grande vorrò anch’io degli amici con cui cantare e pregare”.  All’uscita dalla chiesa, vide due fidanzati mano nella mano.  Fu un’altra stretta al cuore, e un’altra certezza: “Da grande vorrò anch’io un ragazzo con cui uscire da Messa mano nella mano”.  
    Poi passò il tempo, e a quella notte la ragazzina non pensò più.  Accaddero tante cose, anche di segno ben diverso.  Tuttavia, Qualcuno aveva evidentemente deciso di regalarle – anni dopo – ciò che le aveva fatto desiderare per un istante.


  5. L’anno della terza media fu per Cuoredipizza una fase importante. Innanzi tutto perché cominciò ad osservare attentamente se stessa, sviluppando a fondo la sua tendenza all’introspezione. Il fatto di “conoscersi” bene la agevolò molto nella scelta della scuola superiore, e la ragazzina decise di iscriversi al Liceo Classico.
    Varcò la soglia del ginnasio con molta trepidazione, ma anche con una sete incontenibile di cose nuove e belle.

Arrivederci alla prossima puntata!

postato da: Cuoredipizza alle ore 15:50 | Link | commenti (10)
categoria:vita vissuta, vita saporita
venerdì, 18 settembre 2009

Mi ha colpita la lettera che Padre Livio, il direttore di Radio Maria, ha scritto in occasione dell'attentato a Kabul...


Cari amici,

la morte di sei nostri giovani militari in Afganistan è stata giustamente chiamata "sacrificio". La morte è un sacrificio quando si mette la propria vita al servizio di un ideale. Sono i grandi ideali che nobilitano la vita umana. Senza di essi la vita scorre via priva di senso.

Oggi molti giovani sono senza ideali e "buttano via" la loro vita alla caccia di illusioni e di vanità. Le loro morti affollano e angosciano i nostri risvegli. Anche quando rimangono in vita, sono dei cadaveri ambulanti.

All'uomo non basta vivere. Ha bisogno di dare un senso alla vita. Ha bisogno di ragioni per impegnarsi, per spendersi e per sacrificarsi.

Quando la vita è illuminata da Dio, rivela tutta la sua bellezza e grandezza. Scopri che ha un valore e che ognuno ha una missione da compiere. Scopri che l'amore e il dono di sé riscatta la vita dalla banalità e dal vuoto.

La più grande sventura che ti possa capitare non è la morte, ma una vita senza significato. Cercalo nella luce di Gesù, che ha donato la sua vita per la salvezza del mondo.

Vostro Padre Livio

L'eterno riposo dona loro, Signore.
E splenda ad essi la luce perpetua.
Riposino in pace.
Amen

 

 

postato da: Cuoredipizza alle ore 17:15 | Link | commenti
categoria:vita vissuta, vita civile, vita di fede
mercoledì, 16 settembre 2009
Questa mattina, mentre guidavo sotto la pioggia, trafelata per tutte le cose che ho già dovuto fare, mi sono sorpresa a pensare: «Se almeno non diluviasse così! E poi, possibile che le segreterie delle scuole e gli uffici parrocchiali abbiano sempre orari del cavolo, incompatibili con quelli delle mamme che lavorano? Magari potessi permettermi di non correre come una trottola dalle sei e mezza del mattino alle undici di sera!...»

E improvvisamente, come un flash nel buio, mi è tornata in mente la «mistica del magari» di cui parlava San Josemarìa Escrivà.

«... non si riesce a badare a tutto; non si sa a che dedicarsi e si finisce per non concludere nulla. In una simile situazione, l’anima rimane esposta all’invidia e cerca rifugio nella fantasticheria, che allontana dalla realtà e finisce con l’addormentare la volontà. È ciò che spesso ho chiamato mistica del magari, fatta di vani sogni e di falsi idealismi: magari non mi fossi sposato, magari avessi un altro lavoro, magari avessi una salute migliore, o meno anni o più tempo a disposizione!

Il rimedio (costoso, come qualsiasi cosa di valore) sta nel cercare il vero centro della vita umana, ciò che a tutto può dare il giusto posto, un ordine e un senso: il rapporto con Dio attraverso un’autentica vita interiore. Se vivendo in Cristo abbiamo in Lui il nostro centro, scopriamo il senso della missione affidataci, abbiamo un ideale umano che diventa divino, nuovi orizzonti e nuove speranze ci si aprono dinanzi, e arriviamo sino a sacrificare con gioia non già questo o quell’aspetto della nostra attività, ma la vita intera, dandole così, paradossalmente, il compimento più profondo...»


Ognuno di noi ha i suoi "magari".
«Magari avessi potuto laurearmi!»
«Magari mia moglie fosse una donna più comprensiva!»
«Magari non ci fosse sta stramaledetta crisi economica!»
«Magari potessimo permetterci anche noi le ferie sul mar Rosso!»
«Magari avessi il lato B come quello di Belen!»

Eppure Cristo è qui, nascosto proprio nel grigio di una giornata piovosa, nel volto di quella moglie incarognita, nella fatica ad arrivare a fine mese, negli orari bislacchi delle segreterie, nella malattia, nella stanchezza, e persino nella nostra incapacità di volerGli e volerci bene.

È proprio nelle circostanze - più o meno liete, più o meno faticose - che incontriamo Lui...

postato da: Cuoredipizza alle ore 18:07 | Link | commenti (12)
categoria:vita quotidiana, vita saporita, vita di fede
martedì, 15 settembre 2009

Ho ricevuto da Resamo la nomination per un "premio" molto simpatico.

Gli sono grata per la scelta, e soprattutto per la motivazione: "...perchè la vita è saporita".
Davvero è saporita la vita; e questo dipende tutto dalla Presenza di un Altro.

Le regole del gioco prevedono che io racconti dieci cose di me (non conosciute ai più ma vere), e poi coinvolga nell'iniziativa altri dieci amici blogger.

Lo farò, prometto che lo farò; datemi solo qualche ora (o qualche giorno) di tempo, perché il mio cervellino lavora lentamente, e i momenti liberi non sono moltissimi.

A presto!

postato da: Cuoredipizza alle ore 12:56 | Link | commenti (2)
categoria:vita saporita
lunedì, 14 settembre 2009
Oggi è stato il primo giorno di scuola per migliaia di bambini e ragazzi italiani.

Leggendo i giornali si ha l'impressione di un evento soffocato dalle polemiche politiche (e non solo); ma per loro - per i veri protagonisti - oggi è il momento del ritorno fra i banchi, e qualcuno è pure un po' emozionato.

Questa mattina vedendo partire Peperoncino e Sorrisone, tirati a lucido nella felpa nuova d'ordinanza, e con lo zainetto ancora leggero sulle spalle, ho provato un pizzico di tenerezza. Mamma mia come stanno facendosi grandi quei piccoli.

Dio li benedica e li custodisca: loro e tutti i ragazzi che in questi giorni cominciano un nuovo anno scolastico.


Nel frattempo ho ricordato i miei "primi giorni di scuola": nella memoria ho per ciascuno di essi alcuni flash, che rimarranno indelebili in me.

Il primo giorno delle elementari: indossavo il grambiulino bianco con il fiocco blu, ed ero contentissima. Vicino a me c'era una bimba che piangeva come una vite tagliata, ed io non riuscivo a capire perché.
Un'altra bimba aveva tirato fuori tutti i pennarelli dall'astuccio, e li aveva sparpagliati sul banco: mi sembrava una faccenda estremamente interessante.

Il primo giorno delle medie: ero un po' spaesata (la preadolescenza cominciava ad avvicinarsi, e con essa la tendenza fortissima alla timidezza). Però feci amicizia subito con una ragazzina che si chiamava come me, e questo mi rincuorò oltre ogni dire.

Il primo giorno del ginnasio: l'aula magna era gremita di studenti, e un'insegnante leggeva ad alta voce i nomi. Quando sentii il mio avanzai verso il podio, e raggiunsi il gruppetto che si era già formato: ecco la mia nuova classe. Il cuore batteva forte...


postato da: Cuoredipizza alle ore 15:55 | Link | commenti (5)
categoria:vita in famiglia, vita saporita
lunedì, 14 settembre 2009

Sabato ricorreva il nsotro 17° anniversario di matrimonio.

Abbiamo festeggiato con gli amici di sempre, cenando; c'erano anche altre due coppie che celebravano l'anniversario in questi giorni.

Gli amici hanno fatto ad ogni coppia festeggiata un simpatico regalo: una pianta ornamentale che invece dei fiori ha piccoli peperoni gialli, turgidi e lucidissimi. Una gioia per gli occhi. Forse anche per il palato, chissà (non li abbiamo ancora assaggiati).
«Per mettere ancora più pizzicorino al vostro matrimonio» dicevano. E qualcuno ha aggiunto: «Il peperone è afrodisiaco»

Dentro tutto questo c'è il valore delle piccole cose.
Il nostro non è mai stato un Matrimonio "facile", di quelli senza ombre. Eppure sembra proprio che la Vergine, cui fin da subito consegnammo la nostra vita insieme, non ci abbia mai mollati nemmeno un momento.

postato da: Cuoredipizza alle ore 12:08 | Link | commenti (8)
categoria:vita in famiglia, vita saporita, vita di fede
giovedì, 10 settembre 2009

Ieri mattina ho installato anch'io il tool di Referrer List, curiosa di capire che cosa mai cerchino in rete gli utenti sconosciuti che finiscono sul mio tentativo di blog.

È stato divertentissimo scoprire che le numerose visite delle ultime ventiquattr’ore sono legate ai più disparati interessi del pubblico, che ha trovato Cuoredipizza cercando su Google argomenti di vario genere.

La chiave di ricerca più scontata (pizza) si accompagna a temi che richiamano il buon umore, e questo mi ha fatto assai piacere:
buona giornata barzellette simpatiche buonanotte barzellette per bambini auguri simpatici 40 anni squadre calcio cattolici inglesi visita medica barzelletta coccole dimagrire veramente lettino psicanalista (?)...

Molto presenti sono i personaggi dei cartoni animati:
zitto e nuota foto 3 porcellini nemo pippi calzelunghe caramelle (che cosa c’entreranno le caramelle?) – immagini solo di pimpie winnie e tigro...

Non mancano ovviamente le bellezze naturali e le cose di vita quotidiana:
plateau rosa' monviso (che piace a molti, a giudicare dalla frequenza della chiave di ricerca) - tortore noci italia...

Ma i temi che ricorrono con maggior frequenza sono quelli legati alla fede, alla cultura cattolica e alla vita ecclesiale:
preghiera dei carabinieri missione loreto Mi vanto di essere cattolico disegni religiosi giorno del timone logo anno sacerdotale presepio giovanni XXIII uso talare preghiera pizza (evidentemente c’è un nesso speciale tra i due concetti) – Dio sia benedetto anno sacerdotale 2009 non dire Padre se ogni giorno con quale autorità di benson disegni calice Pier Damiani Agostino: Chi ama non fa fatica (questa voce, in diverse formulazioni, l’hanno cercata davvero in molti; evidentemente la mostra del Meeting ha colpito più di un cuore).

Così come sono gettonatissime le voci legate all’amore umano e al matrimonio
lettera di Dio agli sposi muraro Il dono di nozze da parte di Dio (ricercatissimo) – fedi nunziali fedi matrimonio amore matrimonio...

E infine, una chiave di ricerca pone una domanda mica da ridere:
cosa fa chi ama davvero?

postato da: Cuoredipizza alle ore 14:00 | Link | commenti (3)
categoria:vita saporita
mercoledì, 09 settembre 2009
«Mike, come vorrebbe morire?»
«Gridando: allegriaaa»

«Certo, mi vanto di essere cattolico. [...] Sa, senza una salda fede in Gesù e nella religione, non avrei mai e poi mai potuto superare i momenti bui della mia vita. Invece, credendo in Dio ho sempre creduto anche nel riscatto con grande serenità»

[AGI 08/09/09]
postato da: Cuoredipizza alle ore 11:27 | Link | commenti (3)
categoria:
lunedì, 07 settembre 2009

Nel paesino di montagna dove Peperoncino  e Sorrisone trascorrono le vacanze coi nonni, fino all'anno scorso c'era un vecchio parroco molto sordo e un po' malandato.

Maritone ed io gli volevamo bene, perché lo conoscevamo fin da quando eravamo bambini e andavamo entrambi in vacanza lassù.  Fu nella sua chiesa che ci incontrammo per la prima volta, e ci innamorammo; il vecchio parroco raccolse le nostre prime confidenze (e le nostre prime confessioni) di fidanzatini.

A primavera è stato sostituito da un parroco giovane.  Adesso vive nella "casa del clero" della sua diocesi.

Ieri, di ritorno dalla montagna, abbiamo voluto far tappa al Santuario di Vicoforte per una breve visita al vecchio prete.

Alla "casa del clero" ci hanno detto che era assente: «È in Santuario a confessare, non sappiamo quando torna».
Siamo entrati in chiesa e l'abbiamo cercato, leggendo i nomi sui confessionali. Abbiamo aspettato il nostro turno, poi ci siamo affacciati per salutarlo.

Ci ha accolti con affetto, anche se è un tipo burbero, e in fin dei conti lo stavamo "disturbando sul lavoro" in un periodo "caldo" (per il Santuario di Vicoforte la Natività di Maria è festa grande).

«Come sta, padre?»
«Eh, bene, bene. Se no non sarei qui a confessare. Sono qui dalle sette e mezza di stamattina»
Gli ho preso una mano e ridendo gli ho detto: «Forza padre, anche il Curato d'Ars faceva così!»

Usciti dal Santuario, eravamo lieti: il vecchio parroco sembrava in buona salute (e assai più "ben curato" rispetto a quando viveva da solo nel paesino di montagna), e soprattutto stava facendo grandi cose per il bene delle anime, inclusa la sua.

Mi è rimasta dentro al cuore (di pizza) una gran voglia di pregare per lui, e per tutti i sacerdoti.
Per quelli anziani e malati, che possono ancora fare del gran bene, attraverso il loro ministero e la loro sofferenza.
Per quelli in piena attività, perché siano forti e santi, entusiasti e innamorati delle "tre cose bianche".
Per i seminaristi  e i preti novelli, affinché incontrino sempre buoni maestri.
Per il Papa, che è il sacerdote per eccellenza, e porta una croce così pesante, si fa carico di un peso così grande per la Chiesa e per il mondo.
Per i vescovi, i monsignori, gli ecclesiastici che ricoprono cariche importanti, affinché abbiano tutti un grande cuore sacerdotale, e un'obbedienza  incondizionata al Santo Padre.
Per i sacerdoti defunti, di cui magari non si ricorda più nessuno, ma chissà che nostalgia di Dio hanno, se sono ancora in Purgatorio.
E infine - nome per nome, volto per volto - per tutti i preti della mia vita.

postato da: Cuoredipizza alle ore 12:40 | Link | commenti (5)
categoria:vita in famiglia, vita saporita, vita di fede, vita eterna, vita ecclesiale
domenica, 06 settembre 2009
Cari amici di Cuoredipizza,
In questo momento vi scrivo dalla montagna.
Niente di che: il solito paesino a 1000 mt. di altitudine, dove i bimbi trascorrono coi nonni questo ultimo scampolo delle loro vacanze estive.

Siamo venuti a trovarli per il week-end, e ieri è stata una giornata bellissima: cielo blu, sole rovente, paesaggio incantevole con tutte le tonalità del verde.

Abbiamo fatto una passeggiata lungo sentieri che ancora non conoscevamo, attraversando boschi e pascoli, nel silenzo della natura. Persino i monelli erano stupiti e rinfrancati da quella bellezza così familiare e discreta.

Ci sembrava di essere ne "Il Signore degli Anelli", e di attraversare la Contea. I piccoli Merry e Pipino erano entusiasti.

Buona domenica a tutti.
Galadriel
postato da: Cuoredipizza alle ore 08:30 | Link | commenti
categoria:vita in famiglia, vita saporita
giovedì, 03 settembre 2009

...una foto piccola piccola; in realtà è un "provino" del servizio fotografico che fu realizzato il giorno del nostro matrimonio.

L'immagine è un po' sbiadita e stropicciata, ma mi è cara e l'ho portata sempre con me in tutti questi anni, nonostante i periodi bui in cui vederla mi provocava una stretta al cuore (di pizza).

Il 12 settembre - memoria del Santo Nome di Maria - saranno passati 17 anni da quel giorno.

Matrimonio

postato da: Cuoredipizza alle ore 12:38 | Link | commenti (12)
categoria:vita vissuta, vita in famiglia, vita saporita, vita di fede
domenica, 30 agosto 2009

E con oggi, terminano le ferie estive.

Si profila all'orizzonte un autunno impegnativo, sotto tutti i profili, e la ripresa non sarà facilissima.

Eppure, porto nel cuore (di pizza) un piccolo tesoro: una frase di sant'Agostino che ho scoperto al Meeting visitando la mostra a lui dedicata.
Di fronte al peso della sua vocazione episcopale, il Santo dichiarava:

"...È un ingente carico,
un enorme peso,
un'immane fatica.

Ma chi ama non fa fatica;
e se fatica, ama la fatica che fa..."

[Sermone 339,4]

Non so ancora quanto peserà l'"ingente carico" che mi attende; chiedo però la grazia di poter amare la fatica che farò.

La vita è saporita...
ad Jesum per Mariam!

postato da: Cuoredipizza alle ore 19:17 | Link | commenti (6)
categoria:vita quotidiana, vita saporita, vita di fede
lunedì, 24 agosto 2009

Oggi al Meeting ho visitato una mostra bellissima su Sant'Agostino.

Conoscevo abbastanza bene le sue Confessioni, e le amo molto fin dai miei primi anni di cammino nella fede; eppure non mi era mai capitato di avvicinarmi alla figura di Agostino con tutta la profondità cui sono stata guidata oggi.

Sant’Agostino. Si conosce solo ciò che si ama

[...]  Sembrerà strano ma Agostino è stato semplicemente ma nello stesso tempo decisamente un uomo, ovvero uno che è sempre stato se stesso, leale con le proprie esigenze, tanto da non scendere mai a compromessi con il desiderio del suo cuore ferito. E’ per questo che scorrendo le pagine delle sue opere, ed in particolare delle Confessioni, ci sentiamo a casa. Vorremmo essere come lui: perché, in fondo, siamo come lui.

Egli ci testimonia in modo continuo l’apertura del suo cuore che non si accontenta mai di nulla. Attraverso le esperienze più diverse Agostino giunge – alla fine – alla consapevolezza che il suo desiderio, messo in moto dalle creature finite, è teso a qualcosa di infinito [...]

Per saperne di più: click here.

postato da: Cuoredipizza alle ore 21:42 | Link | commenti (2)
categoria:vita saporita, vita di fede

Heracleum blog & web tools